Descrizione immagine

Fondamenti a cura di Giovanni Mazzone

Esattamente al contrario di quello che vuole la credenza popolare, il Pitbull è uno dei cani più equilibrati, dolci ed affidabili nella razza canina. Tuttavia va precisato che il Pitbull come qualsiasi altro cane ha una percezione del mondo e delle dinamiche della vita molto diversa dalla nostra, dunque dobbiamo imparare le tecniche per entrare in sintonia con il nostro amico, capirne la psicologia evitando malintesi talvolta pericolosi.


ADDESTRAMENTO, OSSERVAZIONE E IDENTIFICAZIONE DEGLI STATI: In che modo interpretare gli atteggiamenti del nostro PITBULL e insegnare ad esso il migliore dei modi per interagire con gli umani.  G. M.

 

Va precisato che i nostri cani non sono macchine ma esseri viventi dotati di grande intelligenza e particolare coerenza, attenzione ed umiltà; sempre pronti ad apprendere e accontentare i nostri ordini, ammesso che siano chiaramente manifestati da parte nostra.

In premessa è bene chiarire che la comunicazione utilizzata con i cani è data dall’insieme di parole, impressioni e azioni del corpo, generalmente utilizzate in una modalità precisa dal padrone.
Pertanto le stesse sono ognuna parte della comunicazione, e anche se scindibili tra di loro, vanno associate per indicare in maniera assoluta il tipo di comando dato al cane. Non c’è da meravigliarsi se il cane non risponde ad un comando, quando abbiamo variato il tono dato ad un ordine al quale generalmente facciamo corrispondere un altro tono.


L’addestramento è l’arte di imprimere un regola di azione e reazione in un cane, al richiamo che l’addestratore scegli di usare.  Addestrare un cane significa fissare una regola mostrando al cane l’associazione tra un azione e un ordine dato con la voce, un tibro o volume specifico o/e un gesto del corpo. Nell’addestramento le fondamenta di ogni successo sono date dalla coerenza (la capacità di insegnare la logica consequenziale, possibilmente senza mai cambiare il significato o il valore di un insegnamento rendendolo sempre verificabile; es.: “Non si morde!” Il morso dovrà essere sempre vietato al cane tenendo conto di posto, momento, modalità e motivazione), e dalla costanza (la capacità di perseverare nella disciplina con continuità e pazienza).E’ importante conoscere le basi che portano al successo dell’addestramento dei cani, e che ci sono tre tipi di linguaggio da conoscere esattamente per utilizzare al meglio il mezzo fondamentale nella comunicazione tra umani e cani: parlato, impresso, indicativo. Il linguaggio parlato riguarda ogni parola associata ad un comando, il linguaggio impresso riguarda l’impulso che si trasmette con il volume, il tono e il timbro della voce, e il linguaggio indicativo verte sui gesti e sulle posizioni del corpo nella comunicazione. 


Va precisato che il cane, non essendo dotato di parola, utilizza automaticamente l’osservazione e l’esempio della postura e dei movimenti del padrone, per apprendere il significato di svariati ordini e stati d’animo, ai quali risponde prontamente.

 

I linguaggi, “parlato e impresso”, sono quelli tuttavia da utilizzare maggiormente per dare ordini specifici ma consiglio di associarli sempre e comunque ad azioni del corpo, in maniera che il cane possa rispondere ad entrambe le tipologie di comunicazione (non è necessaria un particolare accanimento all’addestramento di livello superiore).

In ordine di linguaggio impresso consiglio di utilizzare generalmente toni bassi e volume contenuto, in maniera da porgere un segnale di allarme o attenzione al solo aumento del tono, del volume o del timbro della voce.


Impariamo ad osservare e riconoscere i segnali dati da coda e corpo

L’espressione dei gesti del cane è una caratteristica da osservare con estrema attenzione e interesse, per capire le intenzioni e comportarsi di conseguenza. Muso, coda e corpo forniscono segnali specifici di comunicazione da parte dei nostri amici e devono essere al centro dello scambio comunicativo.

Quando un cane è sereno generalmente ha orecchie basse, coda ad altezza medio bassa, non rigida, leggermente ricurva e corpo rilassato.

Quando un cane è impaurito tende a inarcare leggermente il corpo ad abbassare le orecchie e parte del viso, la coda viene posta verso il basso tra le gambe e lo sguardo diventa sottomesso; talvolta a questo stato segue un istinto di attacco per difesa che viene indicato da una timida arricciatura del muso e da un indietreggiamento a scatti.

Quando un cane è in posizione di allerta il corpo si irrigidisce, le orecchie vengono portate in alto, posizionate verso la propria visuale, il collo si contrae in alto e la coda viene portata alta e rigida.

Quando un cane assume una posizione di minaccia o dominanza tende ad irrigidire il corpo, alzare il pelo sulla schiena, il petto si piega in avanti insieme al collo, le orecchie sono portate alte tirando la pelle del viso in alto e la coda è molto alta e contratta, talvolta nervosamente oscillante.

Quando un cane è vicino ad attaccare lo tesso assume le stesse caratteristiche della posizione di dominanza/minaccia, in più tende a mostrare i denti e ad arricciare il naso avanzando nervosamente.

Quando il cane è felice o ha voglia di giocare lo stesso agita la coda tenendola medio alta, il corpo è rilassato e non risulta contratto sulle zampe, i movimenti sono disinvolti anche se talvolta vivaci e lo sguardo è curioso senza un indirizzamento diretto e insistente degli occhi agli occhi della persona che gli sta di fronte.

Per quanto riguarda i segnali vocali, il cane abbaia ma anche mugola, ulula, ringhia e guaisce. Abbaia come richiamo per difendere un territorio e demarcarne i confini. Il mugolio è una ricerca d'attenzione in caso di dolore o frustrazione
Il significato dell'ululato non è stato ancora ben chiarito, anche se probabilmente svolge un ruolo di coordinazione delle attività di branco.
Il ringhio esprime aggressività ed è un chiaro avvertimento ad aumentare le distanze. Il guaito, infine, è tipico del cucciolo per richiamare la mamma e scompare in età adulta.

 

METODO DI CARL PER L'IMPARTIZIONE DEL COMANDO

Questa metodica è stata testata per affermare la base principale di comunicazione nei tempi specifici, quindi in tutte le dinamiche di addestramento la comunicazione, prima e dopo che il cane abbia imparato il comando, dovrà avvenire nei seguenti modi:


1° Il comando di addestramento deve essere sempre avanzato a voce normale preferibilmente con un gesto del corpo sempre corrispondente e il comando deve essere accompagnato all'esecuzione dell'azione.

2° Solo nel caso in cui il primo comando non fosse esaudito bisogna alzare il timbro e il tono di voce.

3° Se il cane non rispondesse neanche al secondo comando bisognerà alzare il tono e procedere direttamente all'associazione del comando disapprovativo (solo in caso di comandi già conosciuti).

 

NEGATIVO: Usare sempre lo stesso termine per indicare un comportamento sbagliato tipo: "NO!"

POSITIVO: Usare sempre lo stesso termine per indicare un comportamento adeguato o giusto: tipo "BRAVO!", associandolo ad un azione premio di rinforzo (carezza, sorriso, ecc). L'importante è che all'azione positiva corrisponda un rinforzo positivo.

 

NON DARE PREMI MATERIALI AI CANI AD OGNI ESERIZIO MA SOLO A FINE DELLA SESSIONE

Al cane basta un "bravo!", e una carezza data con affetto come premio e abituarlo ad un premio materiale rovina la sinergia e vincola l'addestratore ad un rapporto di materialismo.


UTILIZZARE SEMPRE GLI STESSI TERMINI E NON CAMBIARLI MAI!

 


Il cucciolo e il suo nome.
Insegnare il nome al vostro cucciolo è una cosa fondamentale, a tal fine consigliamo di pronunciare il nome in maniera chiara e associare uno sguardo preciso verso i suoi occhi. Cercare di non gridare mai il nome inutilmente in quanto il suo udito è molto più sviluppato del nostro e un innalzamento della voce può confonderlo con una punizione. Chiamare il cucciolo sempre con lo stesso nome, quando risponde alla chiamata ricompensarlo con una carezza.


Il comando "VIENI"
Questo è uno dei comandi più importanti, che ogni cane deve conoscere alla perfezione. Questo comando si impartisce con efficacia solo se il cane capirà che raggiungervi è motivo di felicità e intesa e va sempre ricompensato con una carezza o con una mano sul fianco.

 

• Allontanatevi di qualche metro dal vostro cane, magari tenendolo con un guinzaglio molto lungo (almeno 5 metri), pronunciate il comando VIENI senza abbassarvi ma tenendo lo sguardo verso i suoi occhi e il braccio le braccia leggermente aperte.

• Tirare leggermente con il guinzaglio se il cane non risponde subito e premiarlo con carezze ed elogi quando si avvicina.
• Ripetere l'esercizio 10 volte al giorno CON IL METODO DI CARL fino a quando non lo conosce bene.

NON INSEGUIRE O IMPAURIRE IL CANE CHE POTREBBE SCAPPARE SE NON A GUINZAGLIO

 

Il comando "SEDUTO"
• Ponete il cane di fianco a voi e poggiate una mano sulla parte finale della sua schiena dicendo lentamente una sola volta il comando "SEDUTO" e spingendo lentamente il cane nella posizione di seduto.
• Mentre il cane è tenuto con la vostra mano in posizione seduta, spostate la stessa mano lentamente sulla testa e carezzatelo facendogli mantenere sempre la stessa posizione.
• Quando il cane avrà associato la parola al comando inserite un gesto con la mano che dovrà essere il completamento del comando.
• Fate 10 passi e ripetete l'esercizio per almeno dieci volte al giorno e quattro volte a settimana fino a quando l'apprendimento non sarà completato e assimilato con precisione.
 
Il comando "TERRA"
• Una volta che il cane avrà assimilato con naturalezza il significato del comando "SEDUTO", dalla posizione seduta, con tutte e due le mani accompagnate le zampe avanti in maniera che il cane prenda la posizione distesa a terra (con cani docili e leggeri è possibile semplicemente fare un pò di pressione sulla schiena) e pronunciate due volte in maniera chiara il comando "TERRA".
• Quando il cane resta a terra (all'inizio resterà per brevi momenti e con pazienza dovrete aspettare che aumenti i tempi e l'assimilazione) elogiatelo con "BRAVO" e accarezzatelo.
• Continuate l'esercizio da distanze sempre maggiori e ripetetelo per dieci volte al giorno e per quattro volte alla settimana.
 
Il comando "A PASSO"
FIPKEN consiglia di riporre attenzione e cura a questo comando di base perchè utilissimo in situazioni di emergenza (rotture di collari o guinzagli).
• Posizionate il cane sempre alla vostra destra (o sinistra basta che sia sempre lo stesso lato), all'impiedi preferibilmente.
• Aprite la mano destra tenendola bassa (quando il cane a destra), preferibilmente mantenendo il cane con un guinzaglio corto attaccato alla cinta o mantenutoanche con la mano (quindi senza tensione ma regolato in maniera tale che non si possa spostare troppo in avanti). Camminate ripetendo il comando "A PASSO" e tenetelo il più possibile al vostro fianco; date l'impartizione negativa "NO!" (che non deve superare mai in numero il comando), se il cane si sposta troppo avanti o resta troppo indietro fermatevi e ripetete il comando lentamente fin quando non tira più. Fategli sentire comunque che siete sempre presenti (tirando il guinzaglio con piccole tensioni).
• Fermatevi e mettete il cane in posizione seduta, aspettate cinque secondi e ripetete il comando.
• Mano mano che il cane aumenta il tempo in cui segue il vostro passo elogiatelo e accarezzatelo.
• Ripetere l'esercizio almeno 10 volte al giorno per 5 volte a settimana.
Successivamente bisognerà togliere il collare e il guinzaglio (in luogo sicuro), e continuare l'addestramento (elogiare anche quando il cane indosserà nuovamente il collare).
 
 
Il comando "FERMO"
Questo è un comando fondamentale che deve essere assimilato con massima precisione, partendo da luoghi sicuri senza collare o guinzaglio.
• Impartire il comando di seduto e iniziare da questa posizione (senza guinzaglio).
• Con la mano alzata e il palmo aperto allontanatevi progressivamente dando una sola volta il comando "FERMO", prima un metro, per poi ritornare ed accarezzarlo o elogiarlo se non si è mosso.
• Aumentate progressivamente lo spazio e date il comando negativo se il cane tende a spostarsi, quindi ritornate nella posizione in cui eravate e accompagnatelo a sedere esattamente dov'era, ripetendo il secondo punto.
• Avanzate con pazienza e costanza le distanze di fermo, elogiando con "BRAVO" (ma senza che l'elogio sia permesso di spostamento se voi non lo ordinate.
• Ripetere l'esercizio almeno 15 volte per 4 giorni a settimana.

Tenete presente che ogni cane apprende con velocità diverse e ha le sue preferenze per i diversi esercizi, ma sono davvero poche le cose che non si possono insegnare.

Giovanni Mazzone
Presidente Fipken
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine

Impegno, costanza e amore vi doneranno un amico insostituibile!

Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine