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Alimentazione e integrazione

Questo argomento è uno dei più importanti per i nostri associati e lettori.

Quale cibo dare, marca, contenuti, ingredienti, FIPKEN cercherà di fare chiarezza.


In Europa la percentuale di persone che si affida a cibi preconfezionati sale è salita vertiginosamente negli ultimi dieci anni, in questo modo stiamo mediamente arrivando alle altissime percentuali (circa 93%) dell'America, che utilizza gli alimenti preconfezionati quasi nella totalità dei casi.

Esiste anche in Europa una percentuale di persone che però si affida a diete BARF, che nella teoria sarebbero un ottima alternativa, ma nella pratica poi si affermano come stili alimentari sbagliati in quanto le percentualistiche non sono sempre ben dosate (vegetali, grassi, proteine, fibre ecc,).


Resta facile intuire i motivi per i quali una dieta a base di mangimi preconfezionati resta la più utilizzata: velocità di preparazione dei pasti; comodità in caso di spostamenti; elevata densità calorica, all’ottimo rapporto costo-resa, facilità di somministrazione, .esistenza di linee dietetiche create per fabbisogni specifici o malattie; equilibrio nutrizionale garantito all’origine che non obbliga a miscugli o a preparativi talvolta difficili. 

Resta però, per le persone più scrupolose, l'impossibilità di conoscere con certezza e precisione la composizione esatta del cibo preconfezionato che andremo a dare al nostro amico.


Cosa comprare allora?

Se vi ponete questo quesito vuol dire che tenete al vostro cane, e questo è un ottimo inizio, soprattutto perchè per il cane come per l'umano vale la sacrosanta regola: "SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO".


Un cucciolo acquistato in allevamento, spesso arriva a casa con un sacchettino del cibo usato dall’allevatore, ma è bene non fidarsi in maniera superficiale dei consigli dell'una o dell'altra usanza, per fare l'acquisto giusto bisogna avere esperienza e capacità di osservazione.


Tuttavia per la nostra esperienza possiamo consigliarvi, se non avete altre preferenze o attitudini, di puntare tranquillamente su un buon mangime secco (crocchette).

 


Che tipi di alimenti esistono  in commercio?

 

Il cibo industriale (per cibo non intendiamo spuntini, ossi di bufalo, ecc), esiste sotto forma di alimenti secchi, umidi e semi-umidi (che sono tutti i mangimi che hanno un umidità molto alta ma che conservano una consistenza ancora solida).

SECCO

Crocchette, riso soffiato e mangimi solidi secchi.

PRO: Alto contenuto di sostanze nutritive- Facilità di conservazione - Costo basso CONTRO: Troppe alternative per la maggior parte di bassa qualità

UMIDO

Bocconcini, carne in scatola, patè, scatolati a minestra, ecc.

PRO: Elevata appetibilità e alta percentuale di assimilazione CONTRO: Costi alti - Difficoltà di utilizzo - Basso contenuto in sostanze nutritive (se non si tratta di cibi di alto livello)

 

 

Il prezzo è sempre sinonimo di qualità?


Non fatevi trarre in inganno dal solo prezzo: prezzo molto basso non significa necessariamente pessima qualità ( anche se nella maggior parte dei casi un prezzo basso denota materie prime di scarsissima qualità, ma non sempre)

Ma anche cifre molto alte non sono sempre giustificate da una qualità altrettanto eccelsa.


I fattori che incidono sulla qualità delle crocchette sono:
1) qualità delle materiale prime;
2) ricerca di una composizione equilibrata;
3) spese accessorie (trasporto e altro);
4) confezione, pubblicità, sponsorizzazioni e gadgets;

5) resa effettiva:


 

Cosa conviene capire?


E' importante osservare principalmente le proprietà alimentari, in quanto spesso un alimento se pure economico necessita di quantità molto superiori per alimentare i nostri cani, e il risultato sarà un costo superiore per un utilizzo superiore.

 


Come leggere le etichette delle crocchette?


NOME COMMERCIALE: è il nome che il produttore assegna al prodotto.

DENOMINAZIONE: dipende dalla composizione dell’alimento. Se questo è in grado di soddisfare i fabbisogni nutritivi dell'animale senza bisogno di altre aggiunte alimentari, viene denominato "mangime completo", altrimenti "mangime complementare" (es. riso soffiato, paste….).

CLASSIFICAZIONE:

  • SECCHI - prodotti aventi un tasso di umidità inferiore o uguale al 14%;
  • SEMIUMIDI - prodotti aventi un tasso di umidità superiore al 14% e inferiore o uguale al 34%;
  • UMIDI - prodotti aventi un tasso di umidità superiore al 34%

DESTINAZIONE: è la specie animale di destinazione, la sua fase di vita (cucciolo, adulto, anziano..) ed eventualmente la sua taglia o razza.

INGREDIENTI: sono le materie prime con cui viene prodotto l'alimento. Esse vengono indicate per categorie (es. Cereali, Carni e derivati, sostanze minerali….), elencate in ordine decrescente, dal componente con più alta a quello con più bassa percentuale di presenza nell'alimento.

TENORI ANALITICI: sono i valori di analisi chimica dell'alimento riportati in percentuale. Le dichiarazioni vengono espresse "sul tal quale" e non "sul secco", ovvero i valori riportati si riferiscono al prodotto intero compresa l'acqua.
Con i termini "gregge, greggi, greggia, grezza" si intende il valore totale del parametro. Sulle confezioni dei mangimi per cani, siano essi umidi o secchi, devono essere riportati i valori relativi alla composizione chimica.

INTEGRAZIONE VITAMINICO-MINERALE: è l'aggiunta di vitamine e minerali all'alimento al fine di integrare il naturale contenuto delle materie prime e di ottimizzare gli apporti all'animale. Le vitamine e i minerali solitamente dichiarati sono: Vit.A U.I., Vit.D3 U.I., Vit.E mg, Rame mg. Le dichiarazioni si riferiscono ad un kg di alimento.
(U.I. = Unità Internazionali; mg = milligrammo).

 

INGREDIENTI DI ESTRAZIONE: Devono sempre essere riportati in ordine descrescente, più le informazioni sono dettagliate (tipo di carne, procedimento di lavorazione, percentuale utilizzata) più si hanno garanzie.

 

Cosa dovrebbero contenere gli alimenti migliori?

 

TENORI ANALITICI
Per UMIDITA’ si intende la quantità di acqua presente nell’alimento. Tale parametro varia moltissimo tra mangimi secchi e umidi in quanto nei primi tale valore si attesta tra il 9 e il 10% mentre nei mangimi umidi il valore oscilla tra il 65% e l’85%; tale differenza trova riscontro nella diversa tecnologia di produzione.
Per PROTEINA GREGGIA si intende la quantità di proteina presente nell’alimento; in realtà la metodica analitica ufficiale (cioè quella di riferimento) è una metodica che stima il contenuto in azoto; tale dato, moltiplicato per un coefficiente (6,25), ci fornisce la stima del contenuto in proteina greggia di un alimento; quindi tale dato non sempre è indicativo della presenza nell’alimento di proteina “vera”. Questo dato merita particolare attenzione, in quanto il cane, essendo un animale appartenente all’ordine dei carnivori, ha una capacità molto elevata di digerire le proteine. Inoltre questo dato andrebbe analizzato unitamente al dato relativo alla presenza tra gli ingredienti (possibilmente al primo posto) di proteine di origine animale (carne, pesce, uova) in quanto proprio le proteine di origine animale sono quelle che il cane riesce a digerire e quindi utilizzare meglio rispetto a quelle di origine vegetale (cereali, soia). Tale parametro varia molto in funzione delle diverse formulazioni e rispetto alle indicazioni circa l’utilizzo del mangime (cane adulto, accrescimento, light, senior, etc.); comunque nei mangimi secchi per cani adulti il valore dovrebbe oscillare dal 22 al 28% sempre sul tal quale mentre per i mangimi secchi per cuccioli in accrescimento tale valore varia dal 26 al 32%.
I GRASSI GREGGI rappresentano il dato analitico percentuale riferito alla quantità di lipidi presente nell’alimento; in questo caso la metodica ufficiale è più attendibile e quindi il dato maggiormente interpretabile. Il cane riesce ad utilizzare molto bene i grassi come fonte di energia, siano essi di origine animale (sego bovino, grasso di pollo, strutto suino, olio dei pesce) che vegetale (oli vegetali). La comunità scientifica dibatte da molto tempo circa il giusto valore percentuale dei grassi presente nelle formulazioni per cani in quanto c’è chi asserisce che un valore troppo alto possa predisporre gli animali all’obesità. In realtà il problema non è solo nella quantità di lipidi quanto piuttosto nella qualità degli stessi; infatti la presenza nella formula di oli e/o grassi di qualità permetterebbe di utilizzarne di meno in quanto l’organismo animale riuscirebbe a digerirli completamente e quindi ad utilizzare questa nobile fonte di energia con maggiore rendimento e minori sprechi, con riflessi positivi anche sulla quantità totale di mangime da somministrare.
Il parametro CELLULOSA GREGGIA fa riferimento alla quantità di materiale indigeribile; infatti il cane, così come tutti i monogastrici, non è in grado di digerire la fibra cioè il materiale che costituisce la parete della cellula vegetale; la fibra comunque riveste un ruolo importante nella nutrizione del cane in quanto rappresenta un ottimo substrato per le fermentazioni operate dai microrganismi che ne abitano il canale digerente oltre che essere un utilie fattore anti stipsi. Le fonti di fibra presenti nella formula degli alimenti per cani vanno dai sottoprodotti della macinazione dei cereali (crusca), ai sottoprodotti dell’industria dello zucchero (polpe di barbabietola) fino ai fruttani (FOS, inulina) ed ai mannani (MOS) che svolgono anche una funzione di modulazione sull’attività fermentativa del digerente. C’è da rilevare peraltro come i mangimi secchi per cani siano più ricchi di fibra in quanto nella loro formulazione sono maggiormente impiegati i cereali rispetto ai mangimi umidi nei quali vengono impiegati maggiormente ingredienti di origine animali nei quali la fibra non è presente. Indicativamente il tenore in cellulosa greggia dei mangimi secchi per cane dovrebbe variare dall’1,8% al 2,5% per cani adulti al mantenimento e dall’1,5% al 2% per i mangimi per i cuccioli in accrescimento.
Il tenore in CENERI GREGGE fa riferimento al contenuto totale in sostanze inorganiche (minerali) in quanto la loro determinazione analitica prevede proprio il completo incenerimento della sostanza organica. La valutazione di tale parametro merita particolare attenzione in quanto un alto contenuto in ceneri non sempre è sinonimo di maggiore integrazione minerale della formula quanto piuttosto potrebbe indicare un maggiore utilizzo di sottoprodotti della macellazione (ossa, connettivo, piume, etc.), materiale molto scadente da un punto di vista nutrizionale ma molto ricco di residuo inorganico, un buon mangime non dovrebbe contenerne più del 7%.

 

INTEGRAZIONE VITAMINICO-MINERALE

Un buon mangime deve contenere VITAMINA A responsabile dell’accrescimento osseo e muscolare in quantità di 5000 – 250.000 UI per kg di mangime. Tenete presente che la carenza di vit. A può portare a processi di desquamazione e secchezza della cute, a processi degenerativi dell’occhio e a lesioni della mucosa intestinale, mentre un suo eccesso può essere responsabile di emorragie interne, malformazioni ossee e fratture spontanee.

Un'altra componente fondamentale dei mangimi è la VITAMINA D , ossia quella vitamina che permette l’assorbimento del calcio e del fosforo. Questa vitamina è fondamentale per un corretto accrescimento. la sua carenza può provocare rachitismo e malformazione ossea, ma lo stesso avviene anche per un suo eccesso. Una corretta quantità di vitamina D va da 500 a 10.000 UI per kg di mangime.

 

CALCIO : è un importante componente di una dieta equilibrata. Una mancanza di calcio rallenta la formazione e la crescita delle ossa e dei denti, e provoca il loro indebolimento; viceversa un suo eccesso nella dieta porta alla formazione di calcoli renali. La vitamina D è necessaria all'organismo per assorbire il calcio dagli alimenti e FOSFORO (è un minerale che rappresenta più dell'1% del peso corporeo). Il fosforo è indispensabile in vari processi di produzione di energia, metabolismo dei grassi, dei carboidrati e delle proteine, e stimola le contrazioni muscolari; è inoltre necessario nella mediazione intracellulare, assicura la funzionalità renale e la trasmissione degli impulsi nervosi. Dovrebbero essere contenuti nel mangime con un rapporto il più approssimato possibile a 1:1.

La VITAMINA E ha un effetto antiossidante sugli organi riproduttori e quindi migliora la fertilità sia maschile che femminile. La sua carenza può provocare mortalità fetale, interruzione della gravidanza, ridotte capacità riproduttive. La quantità consigliata in un mangime è di 50 – 2000 UI per kg di mangime.
Le vitamine già citate fanno parte delle cosiddette vitamine liposulibili, che hanno tra le loro caratteristiche quelle di poter essere assorbite dall’organismo e quindi di avere delle forti controindicazioni sia in caso di carenza ma anche in caso di eccesso.

Le VITAMINE IDROSOLUBILI non hanno controindicazioni anche se somministrate in eccesso, le più conosciute sono quelle del gruppo B , la tiamina (B1), dose minima consigliata per kg di mangime = 1 ; la riboflavina (B2), dose minima consigliata per kg di mangime = 2,2 ; la niacina (B3), dose minima consigliata per kg di mangime = 11,4; la pirossidina ( B6) , dose minima consigliata per kg di mangime = 1; l’acido folico (B9) , dose minima consigliata per kg di mangime = 0,18 ; la cianocobalamina (B12), dose minima consigliata per kg di mangime = 22; la biotina ( B8) dose minima consigliata per kg di mangime.

 

Chi controlla gli alimenti?

 

Va ricordato innanzi tutto che la legislazione e gli organismi che controllano la produzione di cibi per cani (compresa la legislazione sulle etichette) cambiano a seconda di dove ci troviamo: negli Stati Uniti il compito spetta alla AAFCO (Association of American Feed Control Offcials) e alla FDA (Food and Drug Administration) mentre in Europa sono controllate da alcuni organismi all’interno della CEE (Direttorato Generale III – Industria e Direttorato Generale IV Agricoltura) e da organismi nazionali a loro volta collegati al Ministero dell’Agricoltura.
In Europa esiste anche una vera e associazione che raccoglie le industrie mangimistiche e gli operatori del settore: si chiama FEDIAF ovvero Fédération Européenne de l’Industrie des Aliments pur Animaux Familiers (Federazione europea dell’industria di alimenti per animali domestici) ed è nata nel 1970.
Tra i compiti della FEDIAF c’è anche il compito di garantire che i mangimi abbiano formulazioni adeguate.
Il ramo Italiano della FEDIAF si chiama Assalzo


Mesi caldi - Mesi freddi

E' importante tenere presente che i nostri cani, specialmente se tenuti fuori, hanno bisogno di un diverso apporto calorico in base alla stagione. Nelle stagioni calde l'apporto calorico e i grassi devono diminuire rispetto a quelle fredde di un 20%/30%. Pertanto consigliamo nei mesi caldi un alimento che non superi il 27% di proteine e il 17% di grassi.