Storia, la selezione e le aggressioni all'uomo del Pitbull
NOT me
La preoccupazione è forte dopo alcuni episodi di aggressioni all'umano avvenuti nell'ultimo periodo in Italia, Spagna e Stati Uniti. La paura cresce nelle famiglie e sul nostro sito abbiamo registrato un impennata delle domande sul reale pericolo che il nostro Pitbull possa aggredire, anche mortalmente, noi e la nostra famiglia. La risposta è abbastanza netta, tutti i cani possono essere un pericolo per noi e per la nostra famiglia, così come lo sono gli uomini per i cani e gli uomini per altri uomini.
Ricordiamo però che la storia del Pitbull e di altri cani di tipo Bull, selezionati per secoli sui combattimenti, ha dato alla razza delle caratteristiche caratteriali diverse da quelle di cui parlano i media.
Per i "Pit man" (selezionatori di razze da combattimento) del tempo infatti, l'interesse principale era quello di ottenere un cane che snobbasse qualsiasi altra distrazione e si concentrasse sul cane che gli era di fronte, una qualsiasi fonte di distrazione poteva essere motivo di sconfitta e quindi della perdita di molti soldi. La selezione di questo cane era mirata su tutti quei soggetti che risultavano molto legati all'uomo, quindi disponibili ad essere facilmente addestrati e pronti per attaccare un cane, bendisposti ad innescare quel meccanismo di complicità e compiacenza per cui si sarebbero battuti fino alla morte, proprio perché l'obbiettivo fissato con il compagno umano fosse portato a termine. Fu coniato così il termine DOG BAITER, che nella vendita e nella selezione stava a significare che quel PITBULL avesse come una garanzia sulla sua attitudine individuale ma anche familiare (che poneva radici nella sua genealogia), alla lotta contro un cane e mai contro un uomo. Chi non rispondeva ai requisiti di un DOG BAITER, quindi tutti i Pitbull che mostravano segni di aggressività o anche solo scarsa predisposizione all'addestramento e al rapporto di condivisione con l'umano, venivano scartati dalla selezione, uccisi al momento o nella migliore delle ipotesi regalati a persone che li avrebbero usati per la guardia della proprietà.

Ben presto un Pitbull che non era predisposto al rapporto di interazione con gli umani venne considerato un meticcio, uno scarto, un cane inutile (soprattutto per la potenziale perdita di soldi) e questo lo avvicinò alle famiglie tanto da diventare un cane "sicuro" come pochi per i bambini e per tutte le persone del suo branco.
Di fatto i Pitbull che aggredivano gli umani furono praticamente cancellati dalla selezione e furono banditi tutti i "MAN BAITER" (cani che attaccavano l'uomo). Per la sua etica e per la memoria di razza sarebbe un vero e proprio sacrilegio attaccare un compagno umano (tranne in casi particolari), qualcosa di pericoloso che non si fa a prescindere. Mai abbassare la guardia in ogni caso però, il Pitbull da diversi decenni non è più selezionato per il combattimento (per fortuna), ma la sua compiacenza verso l'umano è ancora sacra, tuttavia gli incroci con altre razze, la cattiva selezione caratteriale e la cattiva gestione hanno creato sporadici casi di attacchi all'uomo. Di fatto il Pitbull resta un cane sicuro, affidabile e disponibile all'amicizia, fedele con l'uomo molto più di altre razze che conosciamo come "buone". Andrebbe precisato anche che quasi sempre, le notizie in cui un Pitbull viene esposto in foto come Killer (come nella foto in esempio), perché avrebbe attaccato un umano, sono false e pretestuose (trattasi in gran percentuale di altre razze o di incroci con il Pitbull). Nell'attenzione generale ci sentiamo di tranquillizzare tutti i possessori di Pitbull sull'affidabilità familiare dei loro amici, ed esortiamo gli appassionati alla massima responsabilità sulla gestione della razza, soprattutto nei rapporti con tutte le altre potenziali prede (soprattutto altri cani).

Fipken sposa il messaggio NOT me, che vuole essere simbolo di giustizia per la razza che amiamo.