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Aggressività intraspecifica e combattimenti nel Pitbull

Esiste un nesso tra l'aggressività intraspecifica e i combattimenti ?
A cura di Giovanni Mazzone

Dopo aver letto numerose tesi sulla caratteristica "AGGRESSIVITA' INTRASPECIFICA nel Pitbull" relativamente ai combattimenti, vorrei offrire un punto di riflessione e un approfondimento mirato, che faccia un pochino di chiarezza su questo importante argomento.


Sembrerebbe quasi sicuro, per certi esperti o semplici appassionati, che il PITBULL sia portato al combattimento, proprio perchè possiede questa spiccata "VIRTU' (Aggressività Intraspecifica)", che lo spinge ad imporsi sulle specie animali e dominare in stile SUPERDOG, sia per affermare la razza che per dominare nella sopravvivenza.

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Molti sostenitori del PITBULL "combattente", si battono ogni giorno per dimostrare che: evitare o inibire i combattimenti o cercare equilibrio e socializzazione con cani e famiglie, sia un vero e proprio sacrilegio che va contro la natura del PITBULL.

L'interpretazione di questi cinofili quindi considererebbe l'inibizione dei combattimenti come sacrilegio operato da gente stolta, che non rispetta la storia del Pitbull e che vuole deviare la natura di una creatura perfetta (PITBULL), che nulla fa di particolare se non mettere in pratica l'istinto che conserva nel DNA (Sollecitazione all'aggressività Intraspecifica); sopravvivere e sopraffare su ogni altra creatura a prescindere.
Di fatto l'AGGRESSIVITA' INTRASPECIFICA è un comportamento aggressivo che fa parte dell’istinto di conservazione della specie e si traduce come predisposizione al combattimento, dominanza, sottomissione o anche istinto di fuga.
In natura l'Aggressività Intraspecifica si manifesta per una necessità oggettiva che nasce per molteplici ragioni, dalla sopravvivenza alla dominanza nel branco o protezione del territorio, ma cessa esattamente quando viene a mancare la necessità, quindi in natura non si combatte mai per il gusto di farlo.

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Gli attacchi per aggressività interspecifica hanno una impulso che parte dal DNA, come un istinto primordiale di affermazione di un predatore sulla sua preda; avvengono sempre nel modo più efficace (es. attacco alla giugulare per tramortire immediatamente la preda) e nel minor tempo possibile per limitare i danni (ogni predatore deve cercare di far durare poco tempo il combattimento per evitare la probabilità di avere danni irrimediabili in combattimento che potrebbero procurargli la morte in maniera indiretta, pur avendo vinto nel combattimento).

Ma il combattimento finalizzato a se stesso ha effettivamente un nesso con l'aggressività intraspecifica?

Parliamo di AGGRESSIVITA' INTRASPECIFICA quando un essere vivente reagisce in modo violento, con un suo simile, per innescare quel meccanismo di difesa/dominanza/sottomissione, che nella vita di branco o in natura ha delle precise finalità legate alla sopravvivenza.


Questo tipo di aggressività è parte di un meccanismo di comunicazione sociale per l'affermazione dei propri diritti; ogni animale l'inizializza in maniera assolutamente naturale quando si sente minacciato, in difesa della propria vita presente e futura come: difesa della prole, difesa del territorio, difesa del cibo, affermazione nel branco o difesa del branco, ecc.


Tranne per casi estremi dove uno dei contendenti muore, le lotte tra animali in natura finiscono con una prova di forza nel combattimento, per cui vince semplicemente chi avrà dominato imponendosi sull'avversario, immobilizzandolo a terra e sottomettendolo anche con la sola minaccia.

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Nella vita in natura quindi l'aggressività intraspecifica non può e non deve essere considerata come una barbarie o come una pratica inutilmente cruenta, ma come un vero e proprio meccanismo di affermazione del proprio diritto di vita e sopravvivenza all'interno dell'ambiente in cui vive l'animale.

Se fosse come un HIGLANDER, nato per tagliare la testa di tutti e dire: "NE RESTERA' UNO SOLO!!", il tutto per aggressività intrespecifica (quindi per l'ambizione di affermare il proprio dominio animale), la razza si estinguerebbe perchè non avrebbe con chi procreare....

Fatta tale premessa è chiaro che giustificare i combattimenti o la violenza del Pitbull nei combattimenti, invocando l'AGGRESSIVITA' INTRASPECIFICA è una cosa del tutto errata, in quanto il combattimento tra cani di cui parlano i nuovi DOG FIGHTERS, non avviene per la difesa di un proprio diritto o per l'affermazione di una dinamica di branco (prova di questo è il fatto che non vi è una comunicazione prima della lotta e non succede in concomitanza con la spartizione del cibo o del territorio), avviene semplicemente perchè due cani, selezionati per la lotta e avviati nel combattimento in tanti modi, innescano uno scontro "A COMANDO", con il solo fine di compiacere il proprio branco (padrone), e dominare in una competizione all'ultimo sangue (non per dinamiche animali ma perchè il Pitbull è un vincente in ogni cosa che fà).
 
Il Pitbull è protagonista anche nella lotta solo perchè, essendo una delle razze più complete al mondo a livello funzionale, e più ambiziose per vocazione, anche nel combattimento forzato dagli umani, dimostra vezzi quasi unici nel genere: la grande fedeltà al branco (padrone) per cui si batte con grandissima passione, la forza, la resistenza, il coraggio e la spettacolare determinazione con le quali persegue il raggiungimento dei propri obbiettivi.

Vincere è una prerogativa in tutti gli obbiettivi che si pone, e si afferma ogni giorno praticamente in ogni campo o settore, per cui gli appassionati del FIGHT potrebbero vincere con lui in attività molto più nobili del combattimento, dall'atletica al supporto sociale, dal salvataggio al sostegno dei deboli, il Pitbull è un cane onnipresente.

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L'aggressività e la selezione

Le doti del Pitbull sono molteplici dal coraggio alla combattività, dal temperamento all'equilibrio, dalla passione alla dolcezza con l'uomo, e come ogni per ogni dote è possibile operare una selezione mirata per trasmettere tali caratteristiche alla prole.
L'uomo, voglioso di competizione, ha utilizzato la selezione per ottenere cani ostili ai propri simili a prescindere, e quindi ne ha creato un icona del combattimento tra cani.
Nonostante questo un Pitbull non è per forza un combattente, non deve per forza combattere ed è stato solo l'uomo a scrivere che nel suo passato c'è solo lotta e sangue, mentre di fatto questo cane è capace di raggiungere obbiettivi importanti (difficilmente raggiungibili da altre razze) in ogni ambito della cinofilia.

Altletica, sport, ricerca, salvataggio, protezione, il Pitbull può superare quasi tutti ed eccellere in ogni settore, ma non certo per Aggressività intraspecifica o Gameness).

Aggressività intraspecifica e Gameness sono degli alibi che usa l'uomo per giustificare o addirittura legittimare i combattimenti, nulla di più.


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