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Allevatori con il sangue degli altri
A cura di Giovanni Mazzone

Viene lo zio dall'America e ti fa diventare allevatore professionista ed esperto nella selezione dell'American Pitbull Terrier, no..

Apro una parentesi per anticipare che questo articolo mi sta molto a cuore perchè riguarda la corretta interpretazione della selezione.

Premesso che il confronto e la condivisione con allevatori ed esperti internazionali deve essere fondamentale nell'allevamento di una razza, uno dei paradossi nel mondo dell'American Pitbull è costituito da quelli, nuovi o vecchi, che si convincono che per fare una selezione di valore basti comprare un cucciolo figlio di campione o lo stesso campione da un allevatore Americano o estero. 

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Se è un paradosso convincersi che la chiave del successo stia nel comprare un cane all'estero, sappiate che è ancora più folle dare importanza ad un allevatore italiano novizio solo perché ha comprato un cane all'estero.. e in Italia non è una novità...

Prima farei due ragionamenti e sfaterei alcuni miti:

1) Selezione e linea di sangue sono cose serie!
Si usano troppo facilmente la parola selezione o linea di sangue. La parola selezione è spesso abusata perchè si confonde con accoppiare quello che abbiamo o il meno peggio, mentre la selezione è un sofisticato progetto morfocaratteriale che deriva da un profondo studio sulla razza e sugli obbiettivi a medio o lungo termine. Parlare di linea di sangue poi è una follia se non si mette in conto che la stessa deriva da un lungo percorso di selezione, dove l'allevatore vanta almeno 4 generazioni di cani da lui allevati, controllati nel tempo, testati, vissuti e scelti tra le cucciolate che ha prodotto nel suo allevamento e non con cani di altri allevatori. Se non avete fatto delle scelte con obbiettivi noti e precisi (sullo standard e sul carattere) non avete selezionato niente e non avete una linea vostra, soprattutto se avete basato il vostro percorso su quello che andava forte al momento, su quello che avevate in casa (e che non era frutto di selezione) o sul lavoro degli altri.

2) Se bastasse comprare qualche cane in America per diventare un grande allevatore, allora chiunque potrebbe fare questo investimento e diventare un grande PITMAN (vista la quantità di soldi da investire).
Considerando che un cucciolo abbastanza "importante" varia dai 700 ai 1500 dollari più 200 dollari di trasporto e spese varie, il costo medio di un cucciolo è di 1500 dollari compreso spedizione (che corrispondono a circa 1250 euro). Moltiplicato per 4 cuccioli di varie linee americane, con poco più di 5.000 euro potrei diventare un grande PITMAN nel panorama cinofilo italiano. Behh questa è ovviamente una follia, prima perchè non basterebbe tutto l'oro del mondo per comprare una passione e poi perchè ribadisco che un PITMAN o un allevatore selezionano con il proprio progetto e al massimo collaborano con altri, ma sempre in un progetto.
Va precisato però che nel mondo del Pitbull il livello socioeconomico (e anche culturale) è molto basso e quindi qualcuno crede di poter comprare il successo, peraltro con pochi euro (siamo avanti a tanti pseudoallevatori che non hanno neanche una macchina e vendono i propri cani a 150 euro, figuriamoci quale considerazione hanno di una somma come 5000 euro).
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3) Molti allevatori ripetono questa affermazione: “Mi vado a prendere il sangue di quella linea all’estero", quello ha un pedigree importante, ecc..”, ma lo sapete che un pedigree importante non vi darà necessariamente un cane importante? 
Lo sapete che i pedigree non servono a niente se non sappiamo riconoscere e non conosciamo i difetti e i pregi dei soggetti fino alla seconda generazione almeno? 
Lo sapete che prendere un cane non significa necessariamente che ti prendi solo i pregi ma potresti prendere anche i difetti e addirittura fissarli? 
Ammesso che quel cane in riproduzione “marchi” come deve, lo sapete che potrebbe darci anche solo dei difetti magari presenti in seconda o terza generazione? 

Quindi un buon allevatore non può scegliere una linea di sangue sulla gloria del momentoe non dovrebbe dare importanza alle linee o ai pedigree se non ha prima le conoscenze per lavorare con coscienza su quei cani.

4) Spesso l'America è a casa nostra! Nella nostra nazione vi sono tra i cani più belli al mondo, non valorizzati perchè non abbiamo carattere e non siamo uniti. Molti allevatori esteri lavorano su linee di sangue/ceppi che già ci sono in Italia da più di mezzo secolo, quindi girando nella nostra nazione o in Europa potremmo trovare comunque cani che hanno le caratteristiche che ci interessano, magari anche migliorate.
 
5) Perchè molti allevatori americani, invece di andare in giro a comprare un cucciolo o un campione dagli stranieri, collaborano tra loro e lavorano su progetti per ottimizzare i risultati nella loro stessa selezione?

Semplice, perchè non sono italiani..
In Italia collaborare è un pò difficile (è difficile per la forte gelosia o invidia) e l'italiano è abituato a preferire in ogni caso il lavoro di altri all'estero. Spesso ci si affida a titoli alla pubblicità dell'allevatore in voga (ricordate che i migliori soggetti spesso sono custoditi da quegli allevatori sconosciuti che ci mettono vera passione e lavorano duro su studi e progetti e non su pubblicità).


6) Basta comprare un cane titolato all'estero per iniziare la migliore selezione!
Questa è una falsa credenza, non bisognerebbe considerare in maniera ossessiva i cani "TITOLATI" all'estero come rappresentanti della razza, perchè spesso titolare un cane con le migliori associazioni americane è una cosa abbastanza semplice, specialmente in alcuni stati.
Consideriamo che vi sono gare in cui i partecipanti complessivi sono meno di 30 e addirittura in alcuni stati basta una settimana per titolare un cane che da noi probabilmente sarebbe titolato in due anni con buona fortuna.

7) Chi seleziona sui titoli non ne capisce molto (o forse non ne capisce niente)!
Purtroppo questo è vero, i titoli sono riconoscimenti importanti che però vanno visti senza particolari manie, in quanto si riferiscono a momenti storici (dove la maggior parte dei cani partecipanti poteva essere di media qualità), si riferiscono a situazioni specifiche (ad esempio per alcuni stati americani il numero dei cani è molto basso), per il tipo di club e infine vanno visti anche su una certa consuetudine del territorio specifico (in alcuni territori la presenza di filosofie di allevamento specifiche condiziona un pò tutta l'attività dei club). 

8) Nell'allevamento e nella selezione quanto contano le vittorie in show?
La vittoria in uno show è il risultato del lavoro di un allevatore ed è una condizione gratificante ed essenziale per lavorare con obbiettivi specifici, ma non basta per fare delle scelte di allevamento su stalloni e fattrici.
Oltre ai risultati in show è indispensabile approfondire le caratteristiche di cui abbiamo bisogno, la selezione si fa isolando alcune caratteristiche MORFOLOGICHE E CARATTERIALI positive e cercando di trasferirle alla prole scegliendo i soggetti migliori per fenotipo, genotipo, COI, che riescano a trasmettere bene in riproduzione. (es di ragionamento su un progetto di selezione...: "Cerco di raggiungere un anteriore forte e armonico con osso consistente e buona imposizione della spalla sul petto, abbiombi corretti e in linea, piede chiuso ma falangi di media lunghezza, metacarpo leggermente flesso e buon tenore muscolare").

9) La moda molto spesso distrugge la selezione, e l'ignoranza è sempre un grande alleato alla distruzione di una razza.
Alcuni allevatori hanno fatto la moda su accordi politici o compromessi e hanno convinto tutto il mondo che questa moda fosse consuetudine, abituandoci a vedere alcuni difetti come se fossero pregi. Mancinismo, code arricciate, pelo di lunghezza media e non corto, mancanza di angoli, ecc...  Si può accettare che nascano fortuitamente dei difetti, perchè la natura non si gestisce sempre a nostro piacimento e un allevatore può sbagliare, ma dovrebbe essere un sacrilegio legittimare i propri errori con accordi "SOTTOBANCO", e ovviamente è assurdo continuare a sbagliare sugli errori degli altri solo perchè non si conosce su cosa lavorare.

10) La morfologia è importante e il carattere un pò meno!

Questa è una credenza errata, una delle caratteristiche un pò snobbata negli ultimi 30 anni è la selezione del carattere, ma è proprio per quella caratteristica che almeno il 70% degli appassionati di questo mondo ama il PITBULL. Se amiamo così tanto questa razza allora dobbiamo selezionare anche il suo carattere, il suo coraggio, la sua tenacia, la sua resistenza ecc. Per essere allevatori quindi bisogna selezionare carattere e per selezionare carattere bisogna lavorare con il cane, bisogna studiare il suo comportamento, capire la tempra e il temperamento e sollecitare o inibire certi impulsi. Ne consegue che non si può comprare il carattere, il carattere è una filosofia di vita su cui lavorare, un credo!   


Davvero qualcuno crede di diventare grande allevatore comprando un cucciolo in America? Se si vuole fare una buona selezione ci resta solo da studiare umilmente, confrontarci, aiutarci, collaborare OGNUNO CON LA SUA PERSONALITA’ E CON I SUOI PROGETTI, ma con un grande rispetto per il lavoro di tutti.

Abbiamo dimostrato che quando mettiamo il cuore possiamo essere i migliori o tra i migliori, ma dobbiamo metterci carattere e personalità, con scelte nostre e progetti di valore.
Mi auguro che dal confronto possa nascere presto un mondo migliore nell’American Pitbull Terrier in Italia. 
Ripeto come sempre che dalla cultura e dal rispetto nasce tutto.

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