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DIETA BARF

Dieta BARF
Tra verità e invenzioni

Da qualche anno spopola sul web una nuova alimentazione chiamata "DIETA BARF", vediamo insieme quali sono effettivamente i fondamenti di questa "invenzione".

UN PO' DI STORIA

Dopo anni di contrasti a livello scientifico, alla fine del 1980 un gruppo di veterinari Australiani confermò una verità che sembrava non fosse ovvia: cani e gatti, per dipendenza dai cugini selvatici, hanno bisogno di una dieta ricca di ossa polpose crude. Il gruppo di veterinari citati, visto il successo di questo percorso alimentare "nuovo", diventò sempre più gremito di persone, fino a creare una vera e propria Lobby chiamata Raw Meaty Bones Lobby.

A questo gruppo di veterinari si unì il dott. Billinghurst, sostenendo la Raw Meaty Bones. Tuttavia visto l'interesse in forte crescita in tale ambiente, sembrerebbe che il dott. Billinghurst abbia rilevato molte informazioni da questa realtà associativa, uscendone poi nel 1997 senza motivo, e creando insieme a Debra Tripp la oggi conosciutissima dieta BARF.


COS'E' LA DIETA BARF

La dieta "BARF", acronimo di Biologically Appropriate Raw Food or Bones And Raw Food è una specifica alimentazione bilanciata secondo una simulazione dell'alimentazione naturale del cane/gatto nella loro vita in cattività.

Una tipica dieta BARF è costituita dal 60-80% di ossa polpose prime (ad esempio carcasse di pollo, collo, dorso e ali) e 20-40% di frutta e verdura, frattaglie, carne, uova, con una piccola percentuale di latte.

La dieta Barf, come tanti dei percorsi nuovi, è diventata più che una semplice scelta alimentare, una vera e propria filosofia di vita, o addirittura una ossessione; filosofia che segue il principio olistico e che vede l’intero soggetto (in questo caso il cane) al centro di una terapia che prevenga e addirittura curi alcune malattie.

Il dott. Ian Billinghurst (proprietario del marchio registrato 'Barf Diet' e il Distributore Network BARF Mondiale) sostiene nei suoi libri che il cane si è evoluto nel corso di molti milioni di anni su una dieta basata esclusivamente su prede e alimenti trovati in natura. Egli sostiene che gli alimenti trasformati sono, a prescindere, dannosi o inadeguati al percorso di evoluzione naturale del cane, quindi di cercare di somministrare alimenti simili a quelli mangiati dagli antenati selvatici del cane.

I "barfers" (sostenitori e utilizzatori della filosofia Barf), sono dei convinti seguaci di tutto ciò che è naturale e biologico, pertanto nella cura del loro cane promuovono tutto ciò che proviene dalla natura privilegiando omeopatia, medicina cinese e fitoterapia e sono in forte contrasto con vaccini, antibiotici, ecc.

GLI SCETTICI

Molti nutrizionisti ed esperti, affermano che tale dieta non è affatto una scoperta ma è stata da sempre una normalissima abitudine di allevatori e detentori di cani/gatti, nel passato; la cosa è stata praticamente strumentalizzata solo ed esclusivamente per ragioni economiche e commerciali.

I nutrizionisti però precisano che tale dieta, anche se potrebbe essere un vero e proprio "toccasana" per garantire una valida ed equilibrata alimentazione per i nostri amici, viene utilizzata in maniera errata in una percentuale molto alta, che a lungo termine produrrà più danni che benefici.

I danni proverrebbero dal fatto che molti componenti nutrizionali consigliati in una dieta Barf come alcuni frutti, alcune verdure e altri nutrienti, sono assolutamente generici e mai compatibili con la vita in cattività di cani e gatti, nonchè a lungo termine responsabili di disfunzioni dell'organismo tali da determinare veri e propri avvelenamenti.

Si è dimostrato che gli apporti nutrizionali cambiano da territorio a territorio, quindi che praticamente ogni razza o ceppo, a secondo della sua posizione geografica di appartenenza, abbia sviluppato una particolare capacità metabolica legata alla digestione di certi alimenti. Pertanto non potrebbe esistere una semplice dieta univoca per tutti in quanto l'alimentazione dovrebbe essere studiata in relazione al: clima, tipo di vegetazione, qualità dell'acqua disponibile, tipo di prede disponibili in natura e storia degli ultimi 20 anni. Addirittura gli esami di laboratorio hanno evidenziato che alcuni cani abituati a mangiare pasta, hanno sviluppato una buona capacità di sintetizzare l'alimento e trarne benefici anche a lungo termine.
Gruppi di esperti, in America e Inghilterra, impegnati in studi scientifici che sono risultati fondamentali per capire la validità della dieta BARF, hanno consolidato un pensiero condiviso: La dieta BARF, quando operata con vegetali specifici e varie aggiunte di diverso tipo da quelle che riguarderebbero le PREDE CRUDE, senza alcuno studio nutrizionale, sarebbe da considerare addirittura meno digeribile e quindi non preferibile ai cibi industriali di buona qualità.

BARF O MODELLO PREY (Traduzione MODELLO PREDA)

Un alternativa alla dieta BARF, è il modello "PREDA", molto simile nel concetto ma anche molto diverso come applicazione pratica.
Il "modello Preda" è anch'esso una simulazione dell'alimentazione del cane/gatto in cattività, ma basata essenzialmente sulle possibili prede che i nostri amici potrebbero trovare in natura e su quello che le stesse potrebbero contenere nello stomaco. Si studia quindi l'alimentazione delle possibili prede di cani e e gatti quali: conigli interi, polli, galline e tacchini, oltre che insetti vari. In questa dieta si consiglia l'assunzione dell'80% di carne (compresi alcuni organi 'carnosi' come il cuore), il 4% delle ossa e il 10% degli organi (di cui la metà è il fegato) e il 6% di vegetali.

I sostenitori di tale modello sostengono che i cani e i gatti siano dei carnivori naturali e che gli stessi ricavino come vegetali solo quelli contenuti nello stomaco delle loro prede, quindi in una percentuale mai superiore al 10 %.

I supplementi generalmente utilizzati dai sostenitori di questa dieta sono: olio di pesce e piccole dosi di derivati del grano.


STUDI CONFRONTO MODELLO PREDA E DIETA COMMERCIALE

Uno studio sul MODELLO PREY di 12 mesi intrapreso per la Winn Feline Foundation dai ricercatori della Davis School of Veterinary Medicine UC ha cercato di confrontare gli effetti di una dieta PREDA INTERA, con una dieta commerciale di alta qualità su cani e gatti cuccioli.

Le PREDE INTERE sono state somministrate intere compresa la pelliccia e organi congelati in piccoli lotti e scongelati prima dell'alimentazione.
I ricercatori hanno notato l'appetibilità superiore della dieta PREDA INTERA con un miglioramento della qualità delle feci già dopo una settimana. Dopo un mese, tra i due tipi di dieta non si sono registrate differenze sostanziali sul peso incrementato.
Il grado di infiammazione nel tratto intestinale e il numero di batteri nel piccolo intestino superiore, anche se in numero minimo, erano rappresentati in maniera maggiore dai cuccioli che assumevano PREDE CRUDE ( Giardia e Cryptosporidia ).

Un cucciolo nel gruppo che assumeva PREDE CRUDE è morto improvvisamente con una cardiomiopatia dilatativa a causa di una grave carenza di taurina.

Il 70% del gruppo che assumeva PREDE CRUDE assolute,  ha avuto un modellamento dell'attività cardiaca per la carenza di taurina. I ricercatori hanno accertato che la dieta da PREDA CRUDA, conteneva il requisito minimo di taurina, ma l'ipotesi negativa era che i batteri contenuti nelle carcasse di coniglio avrebbero potuto sintetizzarli prima dell'assorbimento.

Gli autori concludono che, una dieta di sola PREDA CUDA, sia povera di alcuni nutrienti importanti che possono essere risolti solo bollendo o congelando gli alimenti e aggiungendo una percentuale minima del 15 % al giorno di vegetali particolari.


NO AI CEREALI IN GROSSE QUANTITA'

Una delle certezze appurate dalla scienza è che cereali o grani vari non siano indicati nella dieta dei cani, in quanto il loro apparato digerente non permette una digestione e una metabolizzazione adeguata di tali nutrienti.
Gli studi in tal senso confrontano cibo secco contenente  cereali e carne fresca, deducendo statisticamente che la fonte di proteine ​​contenuta in un cibo con cereali sia molto meno assimilabile rispetto alla carne fresca, e a a prescindere qualsiasi cereale a lungo andare porrebbe il percorso fisiologico del cane in forte sforzo, fino a provocarne squilibri e malattie.


IN CONCLUSIONE

Il tratto digestivo del cane è molto differente da quello umano o da quello di un erbivoro: misura mediamente il 70% ed è capace di assimilare bene ossa , carne e verdure predigerite dalle prede.

Una dieta di carne fresca e vegetali deve essere sempre bilanciata e studiata e mai con alimenti a base di cereali, grano o farine in percentuale superiore al 2%.
Il cane prende l'energia dalle proteine e dai grassi presenti nel cibo, possiamo prendere come parametro di controllo il tipo di feci prodotte dal nostro cane.
Generalmente i cani con un'alimentazione ricca di carboidrati producono feci soffici e voluminose, dall'odore nauseabondo e pungente. Le feci prodotte dai cani che mangiano pochi carboidrati sono piccole, dure ed inodori.


Fipken, sostiene l'idea di una dieta PREDA/VEGETALI, ma consiglia di fare sempre attenzione ad una dieta "FRESCA" non controllata, e di fare delle prove specifiche senza utilizzare prodotti che difficilmente il cane potrebbe trovare in natura. Una proporzione di questo tipo potrebbe essere utile e generalmente ben digeribile: 70% polpa di carne di un solo tipo per volta (solo pollo, solo coniglio ecc.), 10% ossa (dello stesso tipo), 10% organi (polmoni, cuore e fegato), 3% uova, burri o derivati, 5% vegetali (carote e verdure che troverete nella tabella di FIPKEN), e 2 % frutta.


IMPORTANTISSIMO: Per la preda fresca è obbligatorio il congelamento a - 20 almeno per 48 ore.



Giovanni Mazzone

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