Giudizio in gara "cinofila"
Criterio soggettivo o oggettivo?
A cura di Lucia De Vincenzo editorialista MIE

Tutti gli appassionati di cinofilia, e nello specifico chi partecipa a esposizioni di bellezza, si sono trovati almeno una volta a pensare che un dato giudizio nello specifico non fosse giusto.
Questo dubbio spesso nasce semplicemente perchè ognuno ama il proprio cane al punto da non accettare uno scarto in gara o magari perchè sportivamente non si riesce a vedere vincere un soggetto preferito al proprio.
Purtroppo tutti i dubbi sui giudizi non sono "campati in aria", soprattutto in questo settore, la maggior parte sembrerebbero legittimi e ovvi, quasi autorizzati dal fatto che molti degli "addetti ai lavori di giudizio", promuovano una tecnica di valutazione soggettiva e non oggettiva, pur essendoci uno standard specifico per ogni razza.

Per approfondire al meglio la questione ho creduto opportuno fare dei riferimenti alla giurisprudenza, dalla quale prendiamo la maggior parte dei principi di giustizia.
In Giurisprudenza il criterio di valutazione di ogni fatto, in diritto o in dovere, è basato su una valutazione oggettiva e mai soggettiva, e su questo si fondano le leggi e i vari regolamenti. Nessuno di noi, in una graduatoria lavorativa, accetterebbe di essere scartato su un altro per un capriccio/interesse soggettivo, infatti esistono specifici parametri oggettivi, ai quali coloro che valutano devono attenersi (anche se spesso non funziona proprio così).
 
Vorrei precisare che un dato valutativo soggettivo deriva da valutazioni e opinioni personali, e non da misure od osservazioni esterne empiriche. I dati soggettivi quindi, anche se potrebbero essere condivisi da quacuno, restano associabili ad una persona singola e non a elementi noti a tutti. Ad esempio, nel giudicare un film ognuno di noi darà una valutazione soggettiva. Anche se altri spettatori possono dare giudizi simili, ogni giudizio è personale e almeno in parte differente. Questo fa capire chiaramente che un giudizio soggettivo si riferisce al vissuto di un singolo soggetto e che non esisterebbero senza di esso (es. giudici allevatori che allevano una data linea di sangue, professionisti che hanno gusti personali estranei agli schemi, ecc.).

 

Un dato valutativo oggettivo invece esiste indipendentemente dai gusti e dalle opinioni di ognuno, vale per tutti e deve solo essere interpretato e applicato da un giudice secondo gli standard in questo caso. Le valutazioni oggettivi hanno un grado di interosservabilità, nel senso che più persone possono osservare le medesime caratteristiche e fare delle valutazioni sulla base dello standard.

Nelle esposizioni canine la valutazione oggettiva domina quasi per la totalità delle caratteristiche e un giudice, nello svolgimento professionale del suo lavoro avrà il compito di applicare le disposizioni oggettive riportate in standard, come: altezza, asse spalle, osso, proporzioni, chiusura dei denti/mandibola, salto nasofrontale, profondità mandibolare, appiombi, angoli, coda, ecc, conservando il diritto di esprimere una valutazione soggettiva per caratteristiche come: condizione fisica, temperamento, presentazione, ecc.

Nella mia esperienza ho incontrato purtroppo anche giudici canini professionisti (anche appartenenti a importanti Enti o Club), che sostenevano la tesi del giudizio soggettivo esclusivo, tale pratica a mio personale "giudizio soggettivo" è da considerare elemento di base per ipotizzare imparzialità e speculazione a danno della razza e di tutti coloro che partecipano alle manifestazioni.

Un giudice va comunque rispettato, i giudizi anche se non condivisi andrebbero accettati sportivamente, tuttavia ritengo fondamentale ricordare che un giudice (qualsiasi sia la materia da giudicare) ha il compito di dimostrare massima competenza, imparzialità, onestà e precisione. Questa particolare "competenza", non andrebbe considerata solo a rispetto dei singoli partecipani alle gare, ma soprattutto per il fatto che i cani che si affermano in gara con buona probabilità potrebbero diventare esponenti della razza, utilizzati costantemente per la riproduzione, cosa che se fatta male in pochi anni potrebbe distruggere una razza.

Moduli a punteggio e formazione di giudici professionisti che conoscano perfettamente lo standard, ma soprattutto che abbiano una buona infarinatura su genetica, apparato muscoloscheletrico, prosposizione degli assi nella visione tridimensionale, malattie, anatomia, fisiologia, ecc, sono una caratteristica fondamentale per migliorare la razza e rispettare le selezioni differenziandosi da chi sbaglia.

Concludo precisando che i Club dovrebbero garantire una certa omogeneità nei criteri e nelle valutazioni, scegliendo giudici di competenza comprovata ed esperienza tale da essere lineari, coerenti e soprattitto sempre imparziali.